Mandy – At The Controls
Future sound of minimal
Quest’anno più che mai stilare una classifica dei migliori album del 2006 è stata impresa ardua. Non che i buoni lavori non siano usciti. Ma bastano una discreta sufficienza a consegnare ad un disco al sacrosanto Olimpo del nostro caro vecchio hi-fi? O del vostro I-Pod griffato Prada? Proprio a cavallo con il nuovo anno, giunge il secondo episodio di “At The Controls” della Resist, serie inaugurata con l’eccellente prova di James Holden (appunto, in testa alle preferenze del 2006), questa volta a carico del dinamico duo Patrick Bodmer e Philipp Jung, aka M.A.N.D.Y., ovvero i boss dell’etichetta Get Physical di Francoforte. Forse non è un caso che questa doppia selezione si ponga come crocevia tra anno passato e futuro incombente, tra vecchio e nuovo, tra il dilagare del fenomeno minimal techno dai contorni artistici ancora poco definiti ed una forma evolutiva che finalmente spinge verso una maturità stilistica, ovviamente ricercata in una più compiuta forma melodica. Nel flusso algido composto dal duo teutonico, in cui le note e i battiti centellinati dei maestri del suono moderno (Villalobos, Matthew Dear, Mathew Jonson, Lindstrøm) costruiscono un moto armonico finalmente organico, c’è spazio per Cat Stevens, Senor Coconut e Chikinki, come se l’elettronica avesse scoperto ed affermato la sua capacità di inglobare ogni tipo di suono e farlo proprio, estendendo le proprietà del proprio linguaggio. Come nel caso del lavoro di Holden, questo doppio si cd si ripercorre tutto d’un fiato, spinti tra i flutti di una ricerca sonora mai fine a sé stessa (come spesso capita negli episodi più concettuali degli stessi maestri, Villalobos in primis), ma orientata questa volta verso i bisogni primari dell’ascoltatore. Melodia e ritmo. Disco electro del 2006 in extremis. O primo capolavoro del 2007.